IL TELELAVORO

Negli ultimi anni e soprattutto nell’ultimo periodo, a causa della situazione che stiamo vivendo, si tende a confondere il Telelavoro con lo Smart Working. Fra i due però le differenze non sono solo teoriche, ma sostanziali e addirittura sono sottoposti a diverse normative. 

Il telelavoro, o lavoro da remoto, è la possibilità, per alcuni dipendenti, di non doversi recare in ufficio per lavorare ma farlo direttamente dal proprio domicilio o abitazione. 
Ipotesi non così recente, infatti si pensa che stesse maturando nella mente di molti sociologi fin dal rilascio dei primi PC.  
Questa modalità ha infatti parecchi vantaggi come: un impatto ambientale positivo (riducendo gli spostamenti di alcuni cittadini si riducono le emissioni), una gestione migliore del lavoro da parte del dipendente che trovandosi nelle mura domestiche si sente a proprio agio, abbattimento di costi, abbattimento dello stress dovuto al pendolarismo, etc.. 

Ma il telelavoro non è un’iniziativa spontanea che nasce fra dipendente e titolare, bensì, soprattutto per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, esistono delle normative che lo regolano. A stabilire quali sono le prerogative delle aziende – pubbliche e private – e dei dipendenti rispetto alle varie forme contrattuali di telelavoro c’è un corpus normativo piuttosto consistente. Il lavoro da remoto nella Pubblica Amministrazione è espressamente consentito dall’articolo 4 della legge 191 del 1998 che, applicabile anche al settore privato, fornisce delle linee guida su uso della postazione, modalità di connessione e di autenticazione ai sistemi, comunicazioni tra uffici e, dove previsto, utilizzo della firma digitale. Da ricordare anche la circolare Inps n. 52 del 27 febbraio 2015, che provvede alle istruzioni operative per l’attuazione dell’Accordo Nazionale sul progetto di telelavoro domiciliare. 

Da ciò, che è sopra riportato, si evince che il Telelavoro garantisce sì la comodità di poter lavorare da casa, ma si è comunque sottoposti agli stessi doveri e regolamenti che si hanno in ufficio (come ad esempio l’orario di lavoro). Per questo non basta avere con sé il proprio PC per poterlo attuare, servono anche strumenti e/o gestionali che possano controllare e condividere in tempo reale con l’azienda il lavoro dei dipendenti da remoto.  
Come vedremo nel prossimo articolo, questa è una tra le differenze sostanziali fra Telelavoro e Smart Working.